Visualizzazione post con etichetta Hodkin Michelle. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Hodkin Michelle. Mostra tutti i post

sabato 23 giugno 2012

Recensione: Chi è Mara Dyer di Michelle Hodkin

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

Dopo la cinquantesima puntata della rubrica a cadenza settimanale In My Mailbox (qui), sono ritornato, in questo pomeriggio afoso di giugno, sul Blog per parlarvi di una lettura da poco terminata. Una lettura che inizialmente mi aveva letteralmente conquistato, ma che con il suo proseguo mi ha un po’ deluso. Non sto dicendo che il libro non mi sia piaciuto - attenzione! -, però mi aspettavo di più. Le premesse lasciavano trasparire qualcosa di più positivo…

Rullo di tamburi!

«Ti inseguirà come un sogno. Ti trascinerà senza via di scampo.»
(Cassandra Clare, autrice della serie Shadowhunters)


Titolo: Chi è Mara Dyer
Autore: Michelle Hodkin
Titolo originale: The Unbecoming of Mara Dyer
C. E.: Mondadori, collana Chrysalide
Prezzo: 16.00 euro
Pagine: 431
Genere: Thriller Paranormale Young Adult

Trama: Era solo un gioco. Eppure Mara non voleva partecipare alla seduta spiritica con le sue amiche Rachel e Claire. Sei mesi dopo, Mara si risveglia dal coma in una stanza di ospedale. E le sue amiche sono morte. Cos'è successo quella notte al manicomio abbandonato? Perché Mara è l'unica sopravvissuta? Orribili allucinazioni iniziano a perseguitarla e un dubbio si insinua nella sua mente: e se fosse stata lei a causare quelle morti, come aveva predetto la seduta spiritica? L'incontro con il turbolento, bellissimo Noah potrebbe essere la sua salvezza o la sua definitiva condanna. Perché anche Noah ha un segreto, legato al grande mistero che la tormenta: chi è Mara Dyer?


La mia opinione

Non avete idea di quanto sia difficile per me stilare questa recensione. Pensate, per giorni ho immaginato questo momento. Riuscivo persino a vedermi seduto dietro la mia scrivania con un sorriso raggiante perennemente stampato sulla faccia e il classico sguardo di chi ha appena terminato di leggere qualcosa di puramente strepitoso puntato sullo schermo del computer, il tutto, magari, accompagnato dalla presenza del romanzo Chi è Mara Dyer di Michelle Hodkin, il quale, poggiato in piedi sull’ultimo ripiano della libreria dinanzi a me, mi fissava ancora più felice del sottoscritto per esser riuscito ad andarmi a genio. Inutile dire che la situazione, invece, è quasi del tutto differente. Certo, sono sempre seduto dietro la mia scrivania e Chi è Mara Dyer è di fronte a me, ma sul mio viso non è dipinto alcun sorriso, il mio sguardo non è quasi per nulla raggiante. E tutto ciò non è dovuto al caldo soffocante che negli ultimi tempi mi sta uccidendo, ragazzi: è dovuto soprattutto a Chi è Mara Dyer. Da mesi attendevo con ansia la sua pubblicazione in Italia. Amavo la sua cover, veneravo il suo plot, riponevo fiducia nelle più che entusiastiche opinione lette in Rete firmate dai nostri colleghi d’oltreoceano. E invece? Una mezza delusione. Sicuramente la cover e il fantastico formato targato Chrysalide attraverso il quale la Casa Editrice Mondadori ha lasciato giungere fra gli scaffali dei book-shop italiani Chi è Mara Dyer merita di esser segnalato - in positivo - almeno tanto quanto la fetta paranormale appartenente alla trama del volume. Ma c’è stato un elemento, uno solo, onnipresente durante  la lettura della seconda metà del tomo, che è riuscito a scombussolare del tutto i miei piani riguardo Chi è Mara Dyer. Che non gli ha permesso di subentrare di diritto all’interno della lista dei miei romanzi preferiti, come invece avevo previsto. Un elemento che mi lascia davvero perplesso e che da tempo non mi assaliva in questa maniera. Di cosa si tratterà? Prima di scoprirlo, immergiamoci lentamente all’interno della trama a metà strada fra il Mystery e l’Urban Fantasy di Chi è Mara Dyer.

Chi è Mara Dyer, romanzo d’esordio dell’ormai parecchio apprezzata autrice Michelle Hodkin, primo volume di una duologia già pianificata intitolata Mara Dyer, il cui secondo ed ultimo tomo, The Evolution of Mara Dyer, sarà disponibile negli Stati Uniti solo a ottobre 2012 - e quindi per il 2013 in Italia -, narra le vicende della teenager Mara Dyer - che non è il vero nome della protagonista ma, come suggerito anche dal Teaser promozionale reso pubblico dalla Mondadori da un po’ di tempo a questa parte, uno pseudonimo - a partire dal momento che segnerà per sempre la sua esistenza in poi. Nelle prime pagine del libro, infatti, il lettore viene catapultato nel Prima degli avvenimenti effettivi raccontati dalle pagine di Chi è Mara Dyer. Il lettore si ritrova dinanzi ad una Mara spensierata, divertita, che consulta per scherzo assieme alla sua più cara amica, Rachel, e alla guastafeste Claire, giunta solo da poco nel paese in cui Mara e la sua famiglia vive e che le pian piano sta sgraffignando Rachel, una tavola Ouija a cui proprio Rachel chiede in che maniera avverrà la sua morte, e la tavola, in modo piuttosto sconcertante e ben realizzato, indicherà semplicemente un nome: Mara. È a questo punto che il lettore viene trascinato nel Dopo, nel presente delle vicende raccontate in Chi è Mara Dyer. Mara si trova in un letto d’ospedale. I medici le spiegano che è rimasta incosciente per tre giorni consecutivi. Che si è salvata da una catastrofe. Che il Manicomio è crollato. Che Rachel, Claire e Jude, il suo ragazzo nonché fratello di Claire, erano morti. Ma Mara non ricorda nulla. Mara non sa di cosa stiano parlando. Sa solo che non c’è più posto per lei nel Rhode Island. Così, il padre e la madre di Mara decidono di trasferirsi assieme ai loro tre figli in Florida, nei pressi di Miami, dove Mara potrà rifarsi una vita. Ma sarà proprio lì che, invece, la nostra miracolata protagonista sarà vittima di avvenimenti inspiegabili: visioni spaventose la perseguiteranno di giorno e incubi terrificanti che l’aiuteranno a rammentare il passato la turberanno di notte. Cosa sarà mai successo al Manicomio, in realtà? E cosa desidererà mai Noah, il british bad guy della situazione, che pare essere interessato a Mara?

Okay, va bene. Mi rendo conto che tutta questa suspense per l'elemento di cui parlavo sopra, quel qualcosa che riguardo solo me, e che, a quanto pare, non è stato riscontrato in nessun altro lettore che si sia ritrovato in compagnia di Mara Dyer, è un po’ troppo. Ma siccome si tratta di un difetto, e di certo il mio voto finale sarà più basso in confronto alla strabiliante media che su siti come aNobii e Goodreads il tomo possiede, devo inserirlo nell’ultimo paragrafo. Ho bisogno di lasciarvi quel senso di amarezza in bocca che nella recensione riguardo Anna vestita di sangue di Kendare Blake (qui) avevo tanto bandito. Per cui, adesso, analizziamo pure insieme i pregi di Chi è Mara Dyer. Primo fra tutti, lo stile narrativo dell’autrice. Cavolo, ragazzi, ammetto di non aver neanche lontanamente percepito che Michelle Hodkin fosse una scrittrice esordiente finché non mi son ritrovato a svolgere qualche ricerca on-line per la presente recensione. Ho adorato la poesia della sua penna. Un penna di certo fluida, colma di arricchimenti raffinati, che mescola per bene sequenze descrittive e dialogiche - anche se queste, qualche volta, hanno avuto la meglio. Mi è piaciuta, poi, anche la struttura del volume. I Prima e i Dopo hanno reso la lettura più intrigante. Anzi, devo proprio ammettere che sono stati i Prima a spingermi nel terminare il volume in così poco tempo, se fosse stato per i Dopo sarei ancora intorno a pagina cento. Ultima carrellata di pregi principali da affibbiare a Chi è Mara Dyer: partiamo con proprio con Mara Dyer. Già, avete letto bene e mi scuso per la ripetizione, era necessaria. Ho trovato Mara una protagonista davvero interessante, contestualizzata in un mondo altrettanto ben costruito e in un universo sovrannaturale ottimamente plasmato. Certo, se parliamo di Mara ritorniamo sulla scia delle classiche protagoniste Urban Fantasy a cui fino a qualche tempo fa leggevamo in continuazione, ma è stata proprio quella lieve spolverata di clichés che l’autrice ha amalgamato all’interno del suo personaggio - e che va indubbiamente in contrasto con i freschi e innovativi elementi sovrannaturali di cui Chi è Mara Dyer può vantarsi - a rendere Mara reale e soprattutto originale. 

Ebbene, signore e signori, il momento clou della recensione è finalmente giunto. Il difetto principale di Chi è Mara Dyer secondo il sottoscritto sta per esser annunciato. La pecca che si è intromessa fra me e le mie fantasticherie riguardo questo romanzo, che si prometteva davvero splendido, sta per diventare di dominio pubblico. Musichetta triste, prego. Ragazzi, sembra qualcosa di futile, ma vi avverto: non lo è. Si tratta della più grande sbavatura che un libro possa avere e del peggior stato d’animo che possa riscontrare in colui che si ritrova a sfogliarlo: la Noia. Okay, sono convinto che qui qualcuno avrà storto il naso, qualcun altro sarà scoppiato a ridere, e ci sarà di certo qualche altro che avrà sgranato gli occhi. Ma è proprio così. Santo cielo, a un certo punto mi è venuta voglia di urlare. Era da tempi immemori che un romanzo non mi annoiava in questa maniera. Nelle parti smielate e sdolcinate fra Mara e Noah, camuffate in scontri psicologici d’alto rango, e nei loro appuntamenti che ricalcano la classica scena dove Lui fa: «Verresti con me?», e lei ribatte: «Sì, ma non è un appuntamento», quando nel frattempo sta pensando: Certo-che-lo-è-e-non-dovrei-accettare-ma-esco-lo-stesso-con-lui-perché-è-un-figo-da-paura-però-non-glielo-dirò-mai-visto-che-non-ho-intenzione-di-accontentarlo, e il tutto si conclude con baci appassionati tra adolescenti, sono stato davvero sul punto di lanciare Chi è Mara Dyer fuori dalla finestra. Ragazzi, mi spiace se non la pensate come me, se avete trovato il rapporto fra Mara e Noah speciale, ma capitemi: ho all’attivo quasi trecento romanzi destinati ad un pubblico di Young Adults letti nel giro di due-barra-tre anni, e questo non mi è sembrato altro che l’ennesimo copia-incolla di fronte a cui mi ritrovo. Sbadigliare diventa quasi d’obbligo per me, a questo punto. E poi, sinceramente, non mi sarei mai e poi mai aspettato una roba del genere da Chi è Mara Dyer. Mi ero preparato ad un tomo del tutto differente. Peccato. Davvero. Tutta quell’aspettativa andata in fumo. Menomale che erano presenti i Prima, di cui ho ampiamente parlato più su. Se ho apprezzato discretamente Chi è Mara Dyer è soprattutto a causa loro.

Conclusione. Non so se, in fondo, quell’amaro in bocca che vi avevo promesso lo stiate sentendo, ma se è davvero così, sono pronto a chiarificarvi ulteriormente le idee, suggerendovi o meno il romanzo grazie ad una suddivisione di noi lettori in tre categorie - è il modo più comodo che abbia trovato. Categoria Numero Uno: volete un romanzo di genere Urban Fantasy con una sottotrama Mystery incredibilmente gradevole, servita, però, solo come contorno di una storia d’amore incredibilmente sugli standard che siete convinti non vi farà venire la nausea? Comprate Chi è Mara Dyer. Lo amerete nel vero senso della parola. Categoria Numero Due: ne avete abbastanza di storie alla Patch e Nora de Il bacio dell’angelo caduto di Becca Fitzpatrick (qui, la mia recensione) però vi attira la sottotrama Mystery mescolata all’Urban Fantasy di cui accennavo sopra? Comprate ugualmente Chi è Mara Dyer. Non rientrerà fra i vostri volumi preferiti e a tratti vi potrebbe annoiare, ma alla fine non ne sarete del tutto delusi e riuscirete ad apprezzarlo discretamente. Categoria Numero Tre: state per gridare un «Basta!» tremendo alle classiche storie romantiche da tempo propinateci dagli autori, e il plot di Chi è Mara Dyer vi attira ma non più di tanto? Girate alla larga dal romanzo.


Michelle Hodkin
  Mara Dyer Series
    1. Chi è Mara Dyer, 2012 (The Unbecoming of Mara Dyer, 2011)
    2. inedito in Italia (The Evolution of Mara Dyer, previsto negli USA per ottobre 2012)


Consigliato e non consigliato.
Dipende da quale delle tre Categorie di lettori
di cui parlavo nell’ultimo paragrafo della recensione appartenete.


Voto:  3 ½


P.S.: Giusto per saziare la vostra curiosità, nel caso ci fosse: io appartengo alla Categoria Numero Due.


Michelle Hodkin

Michelle Hodkin è cresciuta nel sud della Florida, è andata al college a New York e ha studiato legge nel Michigan. Quando non scrive la si può trovare intenta a districare strani oggetti dalle fauci dei suoi tre animali domestici. Questo è il suo primo romanzo.