domenica 30 settembre 2012

Recensione: La collezionista di voci di Kimberly Derting

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

Eccomi qui, a distanza di un solo giorno dalla più lunga puntata nella storia di “In My Mailbox” (qui) a proporvi una recensione targata “Gocce d’inchiostro” nuova di zecca. Fulcro del presente post un romanzo sbarcato ormai da più di un anno fra gli scaffali delle librerie nostrane che, personalmente, attendeva d’esser letto da parecchio tempo.

Rullo di tamburi!

«Una storia d’amore che travolge, un thriller che non dà tregua».
(Claudia Gray, autrice di Evernight)


Titolo: La collezionista di voci
Autore: Kimberly Derting
Titolo originale: The Body Finder
C. E.: Mondadori, collana Chrysalide
Prezzo: 17.00 euro
Pagine: 320
Genere: Thriller Young Adult

Trama: Violet custodisce un dono insieme terribile e prezioso, un potere da cui proteggere se stessa. Washington. Pioggia. All'inizio sono animali del bosco, le creature di cui Violet si trova ad annusare l'agonia, posando piccole croci in un cimitero improvvisato. Voci. Echi. Impalpabili scie odorose di sangue, che è costretta a classificare in una macabra collezione. Solo l'amico Jay conosce il suo segreto. A otto anni Violet trova sepolto sotto un'umida coltre di foglie il cadavere di una ragazza. A sedici un'altra voce la chiama e comprende che anche il predatore reca su di sé le impronte di morte della preda. Violet si scopre l'unica persona al mondo in grado di identificare il serial killer che ha l'hobby di massacrare giovani sconosciute. Poi amiche. Infine compagne di scuola. Cerchi concentrici in cui la morte si manifesta e, come in un'orribile danza, si fa vicina. Forse solo Jay e il suo amore possono aiutarla...


La mia opinione

Ho sempre desiderato leggere La collezionista di voci, romanzo d’esordio dell’autrice statunitense Kimberly Derting e primo volume di un’attuale quadrilogia probabilmente in procinto d’espandersi. Sin da quando, lo scorso anno, venne pubblicato dalla Casa Editrice Mondadori - Casa Editrice che, ammettiamolo, non si lascia mai sfuggire i titoli d’oltreoceano più interessanti -, questo romanzo dalla trama sui generis, lievemente differente dal solito ma pur sempre destinata ad un pubblico di giovani adulti mi incuriosiva. Per non parlare, poi, del fatto che il nome della protagonista è Violet. Ebbene sì, miei cari, nella mia mente, oltre a quella pseudo-profondità letteraria di cui vado molto fiero, devo confessare che sono presenti anche degli angoli bui, angoli a cui raramente cedo luce. Talvolta, ad esempio, mi lascio prendere dalle cose più futili, e questo caso ne è la prova più calzante: se in un determinato tomo è presente un personaggio caratterizzato da un nome che reputo a livello personale parecchio musicale, tendo ad acquistarlo. Comprendo che si tratta di qualcosa di insensato e incredibilmente superficiale, ma è la realtà. Ritornando a La collezionista di voci, comunque, avendo affermato qualche rigo fa il fatto che mi abbia sempre attratto, scommetto che vi starete interrogando: E allora perché non lo hai comprato? E io vi rispondo: Sempre a causa dei soliti, vecchi romanzi con la priorità più alta. Qualche mese fa, però, la Casa Editrice Mondadori mi ha inviato, a mia insaputa, Ancora un respiro, secondo tomo del ciclo letterario The Body Finder, di cui La collezionista di voci fa parte. Non avendo letto ancora il suo prequel, però, ho deciso di domandare una copia de La collezionista di voci: dopo un paio di settimane ho potuto cominciarlo. Mi sarà piaciuto? Mi avrà deluso? Le mie aspettative saranno state appagate? Se desiderate scoprirlo non vi resta che continuare a leggere.

Cover US
Protagonista indiscussa de La collezionista di voci è la diciassettenne Violet Ambrose che, però, non risulta la voce narrante del testo - anche se questo discorso lo approfondirò nel prossimo paragrafo. Violet Ambrose è all’apparenza una classica teenager americana. Violet Ambrose è una ragazza come tante. La sua vita non fa che destreggiarsi fra scuola, famiglia, amicizie e il suo interesse amoroso, Jay, che non sa nulla riguardo i sentimenti che Violet prova per lui. Il destino, infatti, a volte fa brutti scherzi. Jay, oltre ad essere la persona che Violet ama incondi-zionatamente, è il suo più grande confidente, colui che più di qualsiasi altro è capace di capirla. Il suo migliore amico. Jay conosce, quindi, qualunque piccolezza faccia parte della vita o del carattere di Violet. È a conoscenza di ogni sua paura e di ogni sua debolezza. È a conoscenza di ogni suo pregio e di ogni suo difetto. È a conoscenza di ogni sua passione e ogni sua devozione. Ma, soprattutto, Jay è a conoscenza del suo segreto più oscuro. Un segreto che non deve essere rivelato a nessuno. Un segreto terribile e inconfessabile... Violet ha un dono, una capacità sovrannaturale che la perseguita sin da quando ha memoria: riesce a udire gli echi, ovvero suoni provenienti dai cadaveri della gente defunta. Se, però, sino al momento in cui tra le vie della cittadina dove vive Violet un serial killer comincerà a spargere le sue vittime, gli echi non le hanno procurato poi così tanti guai, ben presto la nostra protagonista si ritroverà a fare i conti con qualcuno che non desidera altro che vederla morta. Riuscirà Violet a cavarsela?

De La collezionista di voci gli elementi da segnalare si possono contare sulle dita di una mano, ma anche se non sono poi così tanti aprocederò lo stesso per gradi. O almeno cercherò di farlo nel migliore dei modi possibili. Innanzitutto, uno dei pregi più grandi del romanzo riguarda l’éscamotage tecnico di cui Kimberly Derting si elargisce nella scrittura de La collezionista di voci, decidendo di impostare la narrazione del racconto in un modo fresco e innovativo. Accostati ad un paio di capitoli interamente dedicati a Violet, alla sua vita, ai suoi amici e alla sua situazione amorosa, infatti, l’autrice, imolto abile nell’utilizzare egregiamente nonché in maniera perenne la terza persona, inserisce delle pagine dedicate al serial killer della storia, alle sue mosse, alle sue attività, ai suoi omicidi. Dire che si tratta di qualcosa di geniale mi sembra, a questo punto, un eufemismo. Il tutto, poi, raccontato attraverso una fluidità impattante, per non dire ammaliante. Giusto nella scorsa recensione, quella riguardo Giovani, carine e bugiarde. Perfette (qui), parlavo dello stile di scrittura di Sara Shepard classificandolo uno dei migliori nell’ambito dei tomi destinati ai cosiddetti Young Adults. Ebbene, quest’oggi, a distanza di soli due pomeriggi, mi sento vivamente di affermare che Kimberly Derting, nonostante - avendo ancora letto soltanto una sua opera - non possa allargarmi troppo, sta giocando bene le sue carte. Potrebbe persino equiparare la cara Sara Shepard.

Cover secondo volume
Molto carina, poi, la relazione che lega Violet a Jay. Il loro rapporto è oggettivamente interessante, ben costruito, reale, tangibile, intelligente, profondo, chiaro, pulito, nuovo. Tutti questi attributi mi sono venuti fuori a raffica, eppure in fondo so che non rispecchiano il mio parere personale riguardo la storia d’amore fra i due. Mi spiego meglio altrimenti rischio di apparire davvero incoerente. Come avete potuto notare, e spero che almeno coloro che mi seguono da qualche periodo lo abbiano fatto, da un po’ di tempo a questa parte tendo a non apprezzare le troppe smancerie, sdolcinatezze e realtà amorose zuccherate. Bene: ne La collezionista di voci sono presenti tutte e tre. Quando è troppo è troppo. Nonostante per fortuna non raggiunga livelli mostruosi alla Chi è Mara Dyer di Michelle Hodkin (qui, la mia recensione), La collezionista di voci tende ad essere smielato in maniera eccessiva. O almeno eccessiva per il numero di pagine di cui è composto. Essì, siamo giunti al punto clou di quasi ogni recensione, il momento in cui critico la lunghezza dei volumi che recensisco. La collezionista di voci è troppo breve. Io mi domando: Cara Kimberly, hai una protagonista forte, una buona prosa, un ottima trama orizzontale-amorosa e una perfetta trama verticale. Quanto ti costava allungare il brodo di anche solo cento pagine in più?

Concludo dicendo che, in fondo, in un perfetto mash-up di difetti e pregi, di elementi negativi ed elementi positivi, La collezionista di voci di Kimberly Derting si è rivelato un romanzo scorrevole, fluido e intrigante, che, però, avrebbe di sicuro potuto lasciarmi di più. Molto di più.

Kimberly Derting
  The Body Finder
    1. La collezionista di voci, 2011 (The Body Finder, 2010)
    2. Ancora un respiro, 2011 (Desires of the Dead, 2011)
    3. inedito in Italia (The Last Echo, 2012)
    4. inedito in Italia (Dead Silence, previsto negli USA per il 2013)


Consigliato, ma non nutrite troppa aspettativa.


Voto:  3 ½


Kimberly Derting

Kimberly Derting vive nella regione del Pacific Northwest, luogo ideale per scrivere storie da brivido e dark, con i suoi paesaggi cupi e selvaggi. Ha un marito e tre figli chiacchieroni, che sono una continua fonte d’ispirazione per la scrittura.

16 commenti:

  1. Jean, di nuovo bentornato! Allora, il libro non l'ho letto, c'è sempre stato qualcosa a non convincermi del tutto... e adesso mi viene da pensare che ho fatto bene. xD Nonostante tutto però le recensioni (sia negative, che positive, ma cmq costruttive) stimolano sempre la mia innata curiosità!

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    1. Grazie mille, Silvia :D In effetti hai fatto bene ad aspettare. Di certo ho letto di meglio, ecco :)

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  2. Concordo su tutto, gli ho dato anch'io 3 stelline e mezzo!L'idea di base era fantastica, ma mi aspettavo un pochino di più!La relazione tra Violet e Jay poi era davvero troppo sdolcinata!

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    1. E anche in questo caso ci ritroviamo concordi, Juliette ;)

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  3. Allora ho fatto bene a leggere prima altri libri e non questo!!!
    aspetterò allora ancora un pò prima di leggerlo!!
    anche perchè le storie troppo sdolcinate non mi piacciono!!
    ok che sono una romanticona, però non posso farmi male da sola!!!!

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    1. Essì, hai fatto proprio bene ad aspettare, Mary :D

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  4. Io devo ammettere che il libro mi era piaciuto discretamente: l'ho letto qualche tempo fa e ho un ricordo nitido della storia relativa agli omicidi e al dono di Violet, mentre il ricordo della parte romantica è più nebuloso... si vede che gli avevo dato meno peso che al resto ;)

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    1. Evidentemente è stato così... E in effetti, come dicevo nella recensione, la sezione Thriller/Urban Fantasy è molto buona. Ma la questione amorosa assolutamente no :/ Peccato :(

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  5. Bella recensione!
    Sembra carino, magari prima o poi gli do una chance :)

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    1. Grazie mille, Matteo :D Spero di scoprire presto il tuo parere!! ^^

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  6. Ecco...concordo, a me è piaciuto molto ma non troppo mentre il secondo è ancora lì che aspetta :/

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    1. Oddio... Anche il mio secondo è lì che aspetta, ma non l'ho ancora cominciato. E da notare il fatto che tu lo hai in lettura da prima che partissi. La situazione mi suona negativa visto quanto siamo simili in gusti letterari noi :(

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    2. Non sono molto affidabile su questa saga...può essere che a te il seguito piaccia. Io non so quando lo riprenderò in mano, per ora ho altro a cui pensare e libri che preferisco di sicuro a quello :/

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  7. Mi ha da sempre incuriosita ma per il tuo stesso motivo non l'ho mai acquistato. Magari in futuro.. :)

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    1. Io ti consiglio di aspettare, Ronnie :D Anche se, secondo me, potrebbe anche piacerti...

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  8. Devo ammettere di non aver ancora preso in mano il libro ma di aver comunque letto la recensione :)
    Lo so, non si dovrebbe fare però volevo trovare uno spunto per iniziarlo perchè sia la trama che la copertina mi piacciono molto... c'è però qualcosa che mi impedisce di leggerlo come prossimo libro! Voglio dire, se ora sto leggendo altro con La collezionista di voci non penso "oh, che bello! Sarà il prossimo che leggerò", quindi continuo a posticipare l'inizio! Sono strana eh? :)

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