sabato 10 dicembre 2011

Recensione: Lullaby. La ninna nanna della morte di Barbara Baraldi

Eccoci qui con una nuova recensione di Gocce d’inchiostro!

Quest’oggi sarà protagonista della recensione un ulteriore romanzo della nostrana Barbara Baraldi, un romanzo a dir poco particolare e ultra-originale, che mi ha fatto rabbrividire di paura e ansimare dalla suspense.

Approfitto, anche questa volta, di questa ulteriore occasione per ringraziare la Castelvecchi! Grazie mille!

Ma ora…

Rullo di tamburi!


Titolo: Lullaby. La ninna nanna della morte
Autore: Barbara Baraldi
C. E.: Castelvecchi
Prezzo: 15.00 euro
Pagine: 233
Genere: Thriller Noir e Gotico

Trama: Una ragazzina fragile, un aspirante scrittore, un uomo alle prese con un'inquietante crisi personale e una madre soffocante. Tutti insieme, avvinti dall'orrore, si ritroveranno uniti da una catena di omicidi apparentemente inspiegabili e decisamente efferati. Sulla via della salvezza, soltanto una traccia di sangue che danza al ritmo di una ninna nanna mortale. Una musica ossessiva e un pugno di domande spaventose: cosa spinge una giovane studentessa a sprofondare in continue crisi di autolesionismo? È possibile uccidere nel nome della dea Ispirazione? Quale segreto è nascosto nel passato di quella che sembra una famiglia modello? Lullaby è una struggente melodia da cui non è possibile liberarsi, un incubo a occhi aperti, la macabra visione di un assassino prigioniero del suo stesso rituale.


La mia opinione

E anche questa volta sono qui a parlarvi più che positivamente di Barbara Baraldi.

Ospitata qualche mese fa su Gocce d’inchiostro per una splendida intervista (vi rimando qui alla pagina), avevo colto l’occasione per prometterle che avrei letto dei suoi ulteriori lavori a parte la trilogia, ancora però duologia, pubblicata dalla Mondadori tra il 2010 e 2011, Scarlett (ecco qui il link che vi riporterà alla recensione del primo volume, e qui quello che vi riporterà a quella del secondo), e, come avete potuto notare, anche grazie alla casa editrice Castelvecchi, ho mantenuto per bene la promessa.

Ma ora passiamo a Lullaby. La ninna nanna della morte.

Protagonisti di questo splendido romanzo, a cavallo tra il genere noir/gotico, il thriller e la letteratura moderna, sono Giada e Marcello. Giada è una ragazza priva di senso di vita. Sola per l’80% della giornata, Giada vive questa solitudine in modo particolare e piuttosto proprio. Marcello, invece, è un uomo, se così possiamo definirlo, “fallito”: scrittore che non riesce a scrivere più nemmeno una pagina, vive ancora con sua madre e non riesce a trovare la donna giusta per lui. Giada e Marcello vivono, però, in due mondi diversi, eppure, per una causa e per un’altra, si avvicineranno, fino a quando le loro vite non si scontreranno con un terribile e cruento mistero.

Anche in Lullaby. La ninna nanna della morte, Barbara Baraldi ha collezionato una nuova sfilza di complimenti, da parte mia, che non ho potuto non dare… In Lullaby, forse ancor più che in La bambola dagli occhi di cristallo (qui, la mia recensione), il suo stile è forte, originale, adatto alla storia. Poetica e metaforica come sempre, stavolta però Barbara ha desiderato utilizzare una penna più dura, più cruda, per descrivere in maniera perfetta, e non sto esagerando, quei lati negativi della vita, incarnati nei personaggi di Marcello e Giada.

E a proposito di questi… Marcello. Marcello è intelligente. Marcello è comprensivo. Marcello è realista. Giada. Giada è sola. Giada è desiderosa d’esser sognatrice. Giada è bisognosa d’amore. Giada e Marcello sono reali.

Be’, ragazzi, cosa posso aggiungere… leggetelo. Leggetelo. Leggetelo. Ma… Preparatevi a scontrarvi con delle verità negative della vita, nascoste sotto un velo mystery che non può non andarvi a genio, che vi faranno parecchio pensare.


Consigliato agli amanti di Barbara Baraldi, e non solo.


Voto: 5


P.S.: Giustifico il mio voto, leggermente più basso rispetto alle premesse, solo a causa del fatto che la mole del tomo è troppo breve. Avrei preferito qualcosa di più lungo, anche se ciò non toglie che si tratti di un signor romanzo!

Barbara Baraldi

BaraldiBarbara Baraldi è soprannominata «la regina del gotico italiano».
I suoi romanzi sono tradotti in vari paesi stranieri, tra cui gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e la Germania.
Il suo esordio in narrativa avviene col romanzo «La ragazza dalle ali di serpente» (Zoe, 2007), pubblicato sotto pseudonimo e di grande successo negli ambienti alternativi. Per PerdisaPop, in una collana a cura di Luigi Bernardi, già fondatore con Carlo Lucarelli della collana Einaudi Stile Libero Noir, esce nel 2007 la fiaba oscura«La collezionista di sogni infranti» a cui segue nel 2009 «La casa di Amelia».
Tra il 2006 e il 2009 vince alcuni premi letterari, tra cui il Mario Casacci (2006 e 2007), Orme gialle (2009) e il prestigioso Gran giallo città di Cattolica nel 2007. Nel 2008 «La collezionista di sogni infranti» è finalista nella cinquina del pubblico al Premio Scerbanenco.
Il romanzo «La bambola di cristallo» (Il Giallo Mondadori, 2008) la consacra come rivelazione del thriller gotico italiano, ed è pubblicato in Gran Bretagna e negli Stati Uniti dall’editore di best seller John Blake. Il seguito «Bambole pericolose» esce a febbraio 2010 nella collana “Il Giallo Mondadori”.
Il suo romanzo «Lullaby – La ninna nanna della morte» inaugura nel marzo 2010 la nuova collana Le Torpedini dell’editore Castelvecchi.
«Scarlett» (Mondadori), urban fantasy/supernatural romance ambientato a Siena, esce a maggio del 2010 nella collana Shout dedicata agli Young adults; prima ancora della sua uscita italiana, il romanzo è stato venduto all’estero.
Nel 2010 è stata protagonista del film «Italian noir» insieme a Andrea Camilleri, Massimo Carlotto, Giancarlo de Cataldo e Carlo Lucarelli.

1 commento:

  1. Forse perchè avevo grandi aspettative su questo libro, ma devo dire che è stata una delusione totale...mi risulta a tratti anche imbarazzante parlarne...la storia si regge su una serie di avvenimenti, azioni e "colpi di scena" totalmente irreali e non credibili (che non cito, nel caso qualcuno avesse la sventurata voglia di leggersi il libro) e su un insieme di personaggi banali, stereotipati e inzuppati di luoghi comuni...anche la scrittura è pessima, con pezzi raccontati in prima persona e pezzi raccontati in terza...insomma una grossissima delusione, di una autrice di cui ero curioso e di cui avevo letto un piccolo racconto invece niente male...

    RispondiElimina