sabato 7 aprile 2012

Recensione: Lo specchio delle fate di Jenna Black

Salve a tutti, miei cari lettori!

Il fulcro di questa nuova recensione è un romanzo che giungerà nelle librerie italiane il prossimo 12 aprile per conto della magnifica Casa Editrice Newton Compton, la quale, anche stavolta, è stata così gentile da inviarmene una copia in anteprima.

Rullo di tamburi!

Avalon, dove il mondo umano e quello incantato magicamente s’incontrano.


Titolo: Lo specchio delle fate
Autore: Jenna Black
Titolo originale: Glimmerglass
C. E.: Newton Compton Editore, collana Vertigo
Prezzo: 9.90 euro
Pagine: 281
Genere: Urban Fantasy YA

Trama: Dana Hathaway non lo sa ancora, ma sta per cacciarsi davvero nei guai. Quando sua madre si presenta al saggio di fine anno ubriaca, la ragazza capisce di averne abbastanza: è giunto il momento di prendere un volo che dagli Stati Uniti la porterà fino alla lontana Inghilterra. È diretta verso la mitica città di Avalon, l’unico posto sulla terra in cui il mondo umano e quello delle fate entrano in contatto e dove vive il suo misterioso padre. Ad Avalon però, il viaggio comincia ad andare storto e Dana si trova invischiata in un gioco molto pericoloso: qualcuno sta cercando senza dubbio di farle del male. Ma soprattutto, sembra che tutti vogliano qualcosa da lei: sua zia Grace, Ethan, un affascinante ragazzo dotato di straordinari poteri, e Kimber, sua sorella. Ma cosa, esattamente? Persino suo padre pare intenzionato a tenerla all’oscuro di tutto quello che le sta accadendo… Intrappolata tra due mondi, coinvolta in oscure trame di potere, la ragazza non sa più di chi può fidarsi, ma ha capito bene che la sua vita non potrà più tornare quella di una volta.


La mia opinione

Comincio questa recensione in medias res, premettendo: sono certo che questo libro non sarà apprezzato da tutti coloro che lo leggeranno. Ci metterei la mano sul fuoco. Lo specchio delle fate è, infatti, una lettura particolare e ben articolata, caratterizzata da un’originalità che potrebbe non esser accolta a braccia aperte da chiunque. «Perché?», vi starete giustamente domandando. Il resto della recensione risponderà al vostro quesito. Comunque, prima di dare il via alle risposte, immergiamoci, come d’abitudine, all’interno della trama de Lo specchio delle fate, giusto per cominciare ad assaporarne l’intricato plot narrativo.

Cover US
(Primo volume della trilogia)
La protagonista, nonché voce narrante de Lo specchio delle fate è Dana Hathaway, una sedicenne che sin dal prologo decide di mettere in allerta il lettore: nelle sue vene, oltre al sangue umano ereditato da sua madre, scorre il sangue Fae di suo padre. Dana, però, suo padre non lo ha mai conosciuto: sua madre, infatti, sedici anni prima, non appena aveva scoperto d’esser incinta di un Fae, era fuggita da Avalon, unica città-Stato, situata a pochi chilometri da Londra, dove il mondo degli umani, ovvero quello che noi conosciamo, e Faerie, la terra dei Fae, vanno in collisione, ospitando fra mura degli edifici che arricchiscono la cittadina sia esseri fatati che mortali. Inoltre, sua madre ha raccontato a Dana, in quei pochi momenti di sobrietà in cui la nostra protagonista, nel corso degli anni, è riuscita a coglierla, che suo padre è persino «un pezzo grosso tra i Fae», una figura così celebre che avrebbe potuto strumentalizzare sua figlia al fine di compiere determinate azioni. È per questo motivo che, ogni sei mesi circa, la madre di Dana prende la decisione di cambiare, accompagnata dalla sua piccola, città, intimorita dal fatto che il padre di sua figlia potrebbe scovarle da un momento all’altro, e strappargliela via. È per questo motivo che non esiste alcun posto dove Dana si sentirebbe realmente a casa. È anche per questo motivo che non ha, tutt’ora, degli amici, dei migliori amici. E, come se non bastasse, sin da quando aveva sei anni, Dana si è presa cura di sua madre, alcolizzata. Però, nelle prima pagine de Lo specchio delle fate, Dana comprende che non può più continuare così, che vuole uscire da questa situazione, vuole abbandonare quello stile di vita che sino ad adesso ha dettato le regole della sua esistenza. Quindi, con molta, forse troppa, facilità, riesce a contattare suo padre, il quale la invita a raggiungerlo niente poco di meno che ad Avalon stessa. Dana non sa, però, che non appena varcherà il confine che divide Avalon dalla Terra, la sua vita cambierà per sempre, e, per quanto potrebbe desiderarlo, non potrà più tornare indietro.

Cover US
(Secondo volume della
trilogia) 
Jenna Black, autrice de Lo specchio delle fate, scrive il romanzo quando ha già pubblicato una decina di volumi, per giunta tutti di genere Urban Fantasy o Paranormal Romance, proponendo, perciò, al lettore uno stile narrativo già maturo, uno stile narrativo già consapevole, uno stile narrativo già caratterizzato da un’identità propria e ben definita. Uno stile narrativo fresco, rapido, fluido, giovanile. E ciò, in ogni caso, non può che andare a vantaggio del romanzo. Così, in prima persona e al passato, Jenna Black ci narra una nuova storia di fate, di intrighi politici, di tradimenti familiari, di amicizia e di attrazione-fisica-più-che-di-amore, che pone alle proprie basi la fetta di mitologia nordica che ruota attorno alle figure fatate dei Fae. Per chi non avesse ancora compreso bene, sto parlando delle storie riguardanti gli aristocratici sidhe, la guerra perenne tra Corte Unseelie e Corte Seelie, le varie razze di esseri fatati, e tutto il resto. Vorrei comunque ricordare che anche Laurell K. Hamilton ha utilizzato come vero e proprio plot narrativo della strepitosa saga letteraria incentrata sull’adulta principessa sidhe Meredith NicEssus (qui, la mia recensione del primo volume) la stessa mitologia. Con ciò, comunque, non desidero, però, affermare che Jenna Black abbia voluto imitare la Hamilton: la mitologia è sempre quella, immutabile, e ognuno ne può fare l’uso che ritiene più necessario. E, personalmente, penso che Jenna Black sia stata molto abile nel portare nelle librerie mondiali, ormai, una trama che ripropone quella stessa mitologia, in una chiave, però, completamente rinnovata e incredibilmente originale.

Una delle caratteristiche che più ho apprezzato de Lo specchio delle fate riguarda gli ambienti in cui sono contestualizzate le vicende narrate all’interno delle sue pagine. L’autrice è stata, infatti, molto abile nel descrivere luoghi e paesaggi, portandoli dinanzi agli occhi del lettore senza alcuna difficoltà, riuscendo persino ad ammaliarlo con panorami a volte fantastici, a volte lussuosi, a volte incredibilmente squallidi, che hanno deliziato la sua lettura.

Cover US
(Terzo volume della
trilogia) 
E ora cominciamo pure a parlare di Dana. Dana fa parte di quella cerchia di protagoniste che si fanno valere, che hanno un carattere forte, caparbio e invidiabile, che sono intrise da cima a fondo di un carisma quasi reale, un carisma che spinge il lettore a provare persino sentimenti di antipatia o simpatia nei suoi confronti. Non è più difficile, inoltre, saper decidere in quale delle due squadre stare già a pagina trenta. Vi avviso, infatti, che Dana potrà andarvi a genio così come potrà darvi incredibilmente fastidio. Da quale parte sto io? In tutta sincerità, Dana, personalmente, mi è piaciuta parecchio, quindi fate voi… Di certo non ho apprezzato, né tantomeno appoggiato alcune sue scelte, ma resta comunque una bella protagonista, che, per i prossimi volumi della trilogia, promette proprio bene.

La peculiarità de Lo specchio delle fate che, però, più impressiona, concerne il resto dei personaggi. Ognuno di loro ha, infatti, un suo preciso ruolo e un suo preciso fine all’interno della plot narrativo. Niente è lasciato al caso. Sicuramente uno dei personaggi che più mi ha affascinato è Kimber, sorella di Ethan, oggetto dell’attrazione-fisica-più-che-amore di cui vi parlavo più sopra, che sarà, assieme a suo fratello, una dei due veri e propri compagni di viaggio della nostra Dana. La cosa che più mi ha colpito di Kimber è l’umanità, inizialmente celata dietro una corazza di diffidenza, e in seguito impattante e calorosa.

In conclusione, tra una fuga ed un’altra, un paio di rapimenti e una dozzina di colpi di scena, il tutto addensato da una buona dose di ironia e qualche difettuccio qui e là, Lo specchio delle fate risulta una lettura piacevole, divertente e spassosa, che chi è appassionato di storie fatate non può perdersi per nulla al mondo.


Jenna Black
Fariewalkers Trilogy
  1. Lo specchio delle fate, 2012 (Glimmerglass, 2010)
  2. inedito in Italia (Shadowspell, 2011)
  3. inedito in Italia (Sirensong, 2011)


Consigliato agli amanti delle storie fatate.


Voto:  4 ½


P.S.: Vorrei spezzare anche una lancia a favore della Newton Compton che ha portato nelle nostre librerie domestiche un tomo esteticamente parecchio curato ad un prezzo davvero conveniente.

P.P.S.: Sono proprio curioso di leggere il seguito…


Jenna Black

Jenna Black è laureata alla Duke University in Antropologia. Vive a Pittsboro, nel North Carolina, dove scrive a tempo pieno romanzi di genere paranormale e urban fantasy. Lo specchio delle fate è il primo capitolo di una trilogia.


3 commenti:

  1. Bella recensione. Proverò a leggerlo.

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