mercoledì 20 giugno 2012

Recensione: Blue di Kerstin Gier

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

Finalmente, a distanza di giorni, ormai, “Gocce d’inchiostro” ritorna a riproporvi le sue classiche - chilometriche - recensioni. Quest’oggi il romanzo protagonista del presente post, sarà una lettura che, in un paio di giornate, mi ha completamente rapito. Una lettura che, nel bene e nel male, ha più o meno compensato quelle lacune che avevo riscontrato nel suo prequel. Una lettura che nasce dall’immaginario di una delle autrici europee, a questo punto posso anche permettermi di ammetterlo, più versatili degli ultimi tempi.

Rullo di tamburi!

È la dodicesima viaggiatrice.
Si muove nel pericolo.
Combatte per amore.


Titolo: Blue
Autore: Kerstin Gier
Titolo originale: Saphirblau. Liebe geht durch alle Zeiten
C. E.: Corbaccio
Prezzo: 16.60 euro
Pagine: 345
Genere: Urban Fantasy Young Adult

Trama: "Molto probabilmente il mio organismo aveva prodotto più adrenalina negli ultimi giorni che nei sedici anni precedenti. Erano successe così tante cose e avevo avuto così poco tempo per riflettere" Gwendolyn ha tutte le ragioni di questo mondo per pensarla così. Ha appena scoperto di non essere una normale ragazza londinese, bensì una viaggiatrice nel tempo che i Guardiani - una setti segreta che ha sede nel dedalo di vie intorno a Temple Church - inviano nelle epoche passate per prelevare una goccia di sangue dai dodici prescelti e completare il cronografo, una missione da cui dipende il destino dell'umanità. Peccato che la sua famiglia non l'avesse informata perché tutti erano convinti che la predestinata fosse l'odiosa cugina Charlotte e peccato che, di conseguenza, Gwen avesse trascorso gli ultimi sedici anni della propria vita a studiare (poco), giocare (molto), chiacchierare e divertirsi con le amiche come ogni ragazza. Mentre avrebbe dovuto imparare a tirare di scherma, ballare il minuetto, apprendere nozioni di storia universale e conversare in modo appropriato con l'aristocrazia del Settecento. Quasi tutto, nella sua nuova situazione, la infastidisce: essere sballottata avanti e indietro nei secoli, la supponenza mista a invidia della cugina Charlotte, la noia delle lezioni di ballo e portamento... Poche cose le piacciono: il piccolo gargoyle fantasma Xemerius, che solo lei Gwen può vedere e, naturalmente, il suo compagno di viaggi nel tempo: Gideon, bello da morire...


La mia opinione

Era solo lo scorso marzo, quando cominciai e terminai nel giro di ventiquattro ore la mia avventura con Red di Kerstin Gier (qui, la mia recensione), primo volume della celebre Trilogia delle Gemme, saga di genere Urban Fantasy destinata ad un pubblico di Giovani Adulti che incentra le proprie vicende intorno al fenomeno sovrannaturale dei salti temporali. Nonostante non mi fece andare del tutto fuori di testa, il romanzo, oltre ad essere il mio primo personale approccio con quest’autrice - particolarmente amata, tra l’altro, in tutta Europa prettamente per le sue più famose opere di genere Chick-Lit -, rappresentava pure il mio esordio nel campo dei viaggi nel tempo. Un po’ perché gli Editori italiani hanno sempre accantonato l’idea di pubblicare qualche tomo che ne trattasse, un po’ perché soggettivamente non mi hanno mai affascinato più di tanto, non avevo mai letto, in effetti, alcun romanzo narrante di questo tema. Meno di due settimane fa, poi, mi son ritrovato di fronte ad una seconda fatica di Kerstin Gier, non appartenente al filone letterario Urban Fantasy ma bensì al Chick-Lit: In verità è meglio mentire (qui, la mia recensione). Inutile non ammetterlo, anche In verità è meglio mentire, come Red, seppur con qualche carenza qui e là, mi convinse tanto da decidere, seduta stante, di reperire Blue. Proprio grazie alla gentilissima Casa Editrice Corbaccio, infine, l’altro ieri è giunto a casa il bel Blue, secondo volume della Trilogia delle Gemme, sequel di Red e protagonista indiscusso di questa recensione. Appena sfilato l’involucro cartonato in cui era stato avvolto per la spedizione e incontratane la cover dal vivo, non ho resistito alla tentazione e mi sono fiondato nella sua lettura. Adesso eccomi qui, pronto ad analizzarne ogni più piccola minuzia con voi. Ma prima, ecco il nostro classico salto all’interno del plot narrativo del tomo.

Cover US
Gli intrecci narrativi narrati dalle trecentoquaranta pagine di Blue si riallacciano sin da subito alla conclusione leggermente cliffhanger di Red. Al termine del primo volume della Trilogia delle Gemme, avevamo abbandonato la nostra Gwendolyn “Gwen” Shepard fra le braccia del suo tanto bramato Gideon de Villiers, che, finalmente, a chiusura del tomo, l’aveva baciata. Per quanto concerne, invece, la fetta sovrannaturale del plot della Trilogia delle Gemme, rielaboriamo ciò di cui eravamo venuti a conoscenza in Red. Tra brillanti scambi di battute sagaci fra i personaggi e l’evolversi dell’intricato rapporto di amore-e-odio fra Gideon e Gwen, avevamo, infatti, scoperto che Gwen era la dodicesima, nonché ultima, viaggiatrice temporale, e non sua cugina Charlotte, come tutti, in precedenza, avevano immaginato. La madre di Gwen, Grace Shepard, aveva mentito a chiunque sulla nascita di sua figlia e l’aveva inesorabilmente fatta ritrovare, all’età di sedici anni, nel bel mezzo di una situazione piuttosto stramba: da esser una semplice, ordinaria ragazza londinese, Gwendolyn era diventata parte di qualcosa fin troppo più grande di lei, qualcosa che, tutt’ora, non riesce ancora a comprendere sino in fondo. Nelle prime pagine di Blue, in effetti, subito dopo l’incontro con i due viaggiatori-traditori, Lucy e Paul - i quali, per un ignoto motivo, si nascondono in periodi remoti sepolti nel passato -, Gwen e Gideon ritorneranno al XXI secolo e, se da una parte Gwen cercherà di capire - affiancata dall’intrigante presenza del fantasma, demone e gargoyle Xemerius, che solo lei riesce a scorgere - qual è il suo vero ruolo nella questione dei viaggi nel tempo, dall’altra dovrà capire se Gideon tiene realmente a lei come afferma, ormai, a spada tratta. Per non parlare, poi, del fatto che, a differenza di sua cugina Charlotte, Gwen non sa cime comportarsi secondo gli usi e i costumi di epoche differenti dalla propria, e dovrà recuperare il tempo perso il prima possibile se desidera effettuare delle vere e proprie trasmigrazioni. Sarà così che, tra qualche sorriso divertito del lettore e segreti inconfessabili, Blue riuscirà a conquistare colui che si ritrova a leggere le sue righe. Riuscirà la nostra Gwen a venire a capo di tutti gli enigmi?

Cover italiana di Red
Probabilmente a causa del fatto che Blue ha rappresentato il terzo volume nato dalla penna dell’apprezzatissima Kerstin Gier che ho il piacere di gustare, ammetto di essermi, ad un certo punto, del tutto distaccato dalla prosa dell’autrice e interamente concentrato sulla trama del romanzo. Proprio così, miei cari, avete letto bene. Blue, a livello di plot narrativo - ma anche per quanto riguarda lo stile narrativo dell’autrice, seppur con qualche piccola sbavatura che più giù andremo ad approfondire - mi ha convinto. Le pagine scivolavano fra le mie dita in maniera parecchio più rapida rispetto a Red, il quale, magari per il fatto che fosse il volume introduttivo della Trilogia delle Gemme, mi aveva sì convinto, ma non quanto mi aspettassi realmente. Blue, invece, ha fatto breccia nel mio cuore. I personaggi son divenuti più intriganti, le vicende - presenti in numero maggiore in Blue rispetto a Red - più avvincenti, gli intrighi più intricati. Ma, nonostante fino ad adesso non abbia fatto altro che mettere in risalto tutti i pregi del tomo, devo ammettere che Blue contiene anche qualche pecca - in fondo non stareste leggendo una mia recensione se non andassi a trovare il cosiddetto «pelo nell’uovo» (vi prego di passarmi il modo di dire). Ebbene sì, sicuramente Blue è stata una lettura pazzesca e sensazionale, che, al di là della coppia di lacune che sto per segnalarvi, riceverà ugualmente un giudizio finale piuttosto alto, poiché, a livello soggettivo, in questo periodo un tomo divertente, ironico e brillante come Blue mi serviva proprio. Però, come quasi ogni romanzo, pure Blue è macchiato da qualche piccola sbavatura su cui non posso per nulla sorvolare.

Cover italiana di Green
Iniziamo con la pecca di cui vi accennavo sopra, quella concernente lo stile narrativo dell’autrice. Come segnalavo circa tre mesi fa nella recensione incentrata su Red, a livello puramente narrativo, il punto forte di entrambi i tomi dovrebbero essere le sequenze dialogiche, di cui ambedue i tomi sono stracolmi. Chi mi segue da un po’ saprà anche che, personalmente, sono solito apprezzare in maniera particolare quei romanzi in cui, gli autori, pur di alleggerirne la lettura, decidono di snellire le parti riflessive e descrittive addensando le pagine di dialoghi - il primo esempio che mi salta in mente è Claudia Gray (qui, la mia recensione riguardo il suo bel Fateful). Ma per quanto riguarda Blue, devo ammetterlo, questa caratteristica di cui Kerstin Gier usufruisce - una caratteristica, giusto per dovere di cronaca, non presente, però, nel romanzo In verità è meglio mentire - mi ha fatto quasi storcere il naso. I numerosi salti temporali, infatti, richiedevano un’aggiunta parecchio più consistente di elementi descrittivi in confronto a quelli effettivamente inseriti, richiedevano quel-qualcosa-in-più che riuscisse a catapultare quasi in modo letterale il lettore nel passato, assieme a Gwendolyn e Gideon. E a proposito di Gwen sarà il secondo, e ultimo, difetto di cui vi parlerò. Chi ha letto la recensione riguardo a Red - scusate se continuo ad evidenziarne i paragoni, ma mi pare, in tutta sincerità, quasi impossibile non farlo -, avrà notato che approfittavo di quelle righe per denunciare una quasi sparizione della protagonista ufficiale della Trilogia delle Gemme nel momento in cui veniva posta dinanzi a Charlotte. Pareva quasi che la natura forte e grintosa della cugina di Gwen opprimesse la personalità di quest’ultima, non lasciandola fuoriuscire e non facendola ammirare al lettore. Devo ammettere che, però, nella prima parte di Blue non ho riscontrato questo problema, anzi, Gwen non ha fatto che deliziarmi per quasi metà volume con il suo originale modo di pensare… Finché non è ricomparsa Charlotte, che, affiancata dal maestro Giordano, ha soppressato nuovamente il carisma di Gwen. Per chi non ha ancora letto il volume, devo dire che, comunque, prima o poi leggerete di una mezza-insurrezione di Gwen, ma, in tutta onestà, io mi aspettavo qualcosa di più scoppiettante.

Bene, miei cari amici lettori, siamo giunti alla conclusione. Come avevo premesso due paragrafi più su, le due pecche di cui vi ho parlato nel precedente non contano molto in confronto alla magia che Blue trasmette al lettore. Quella foga nel desiderare di leggere il volume non è di certo qualcosa da niente. Però, da Kerstin Gier, ormai, pretendo qualcosa con i fuochi d’artificio. Qualcosa che rientri ufficialmente nella lista dei miei romanzi preferiti. Ci riuscirà mai? Magari con Green? Solo il tempo ce lo saprà dire. Per adesso, leggete Blue, e non ve ne pentirete.


Kerstin Gier
  Trilogia delle Gemme
    1. Red, 2011 (Rubinrot. Liebe geht durch alle Zeiten, 2009) qui, la mia recensione
    2. Blue, 2011 (Saphirblau. Liebe geht durch alle Zeiten, 2010)
    3. Green, 2012 (Smaragdgrün. Liebe geht durch alle Zeiten, 2010) qui, la mia recensione


Consigliato agli amanti dell’Urban Fantasy destinato ad un pubblico di Young Adults.
La Trilogia delle Gemme non può mancare nelle vostre librerie domestiche.


Voto:  4 ½


Kerstin Gier

Kerstin Gier è nata nel 1966 e vive con il marito, il figlio e il gatto vicino a Bergisch Gladbach, in Westfalia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. I suoi primi romanzi sono rimasti per mesi in vetta alle classifiche tedesche dei libri più venduti, ma è con la trilogia di Red, di cui Blue è il secondo volume, che Kerstin Gier ha raggiunto il successo mondiale. Un successo da 800.000 copie e diritti venduti in 15 Paesi.

7 commenti:

  1. Sono d'accordo con te su quasi tutto. L'unica differenza è che mi piace l'uso dei dialoghi che la scrittrice fa, anche se effettivamente una maggiore descrizione sarebbe solo gradita. Nel commento alla mia recensione hai scritto una cosa del genere, e io ti ho risposto una cosa del genere - ora l'ho riscritta per accertarmi che la leggessi ;). Solo non ho notato questa caratteristica in Fateful: lì mi pare che i dialoghi e le descrizioni siano ben amalgamati. ;) Ciao. Come sempre bella recensione.

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    1. Grazie mille per i complimenti :D Te lo avevo detto che eravamo d'accordo ^^ Per quanto riguarda la questione Fateful, ho inserito il link che riconduce alla recensione a riguardo proprio perché lì parlo piuttosto approfonditamente dello stile narrativo di Claudia Gray :) Ancora grazie!! ^^

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  2. Fantastica recensione, Jean, come al solito :) non vedo l'ora di leggere Blue. Su Red son d'accordo con te..

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    1. Grazie mille, Ronnie cara ^^ Vedrai, Blue ti piacerà :D

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    2. Tanto i nostri gusti sono molto simili, nella maggior parte delle circostanze :)

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  3. Beh nonostante le pecche che nonimi gli hai dato proprio un bel voto! Io ho adorato tantissimo questa saga e sono triste che purtroppo sia finita :( ma va beh! Vedrai che Green ti piacerà è una degna conclusione (:

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    1. Il voto se lo merita tutto, cara Deni :) Non sto più nella pelle: Green, dove sei? :D

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