giovedì 5 luglio 2012

Recensione: Green di Kerstin Gier

Salve a tutti, miei cari amici lettori!

E rieccoci qui, miei cari amici, in occasione di una nuova recensione targata “Gocce d’inchiostro”: Il romanzo che prenderemo in considerazione quest’oggi è il tomo conclusivo di una delle trilogie appartenenti al genere Urban Fantasy destinato ad un pubblico prettamente adolescente più amate degli ultimi tempi, e parecchio apprezzata anche dal sottoscritto.

Rullo di tamburi!

Nel tempo insegue un mistero.
E difende l’amore per sempre.
È la dodicesima viaggiatrice.


Titolo: Green
Autore: Kerstin Gier
Titolo originale: Smaragdgrün. Liebe geht durch alle Zeiten
C. E.: Corbaccio
Prezzo: 16.60 euro
Pagine: 426
Genere: Urban Fantasy Young Adult

Trama: "Sono davvero contento di avere chiarito le cose. In ogni caso resteremo sempre buoni amici, giusto?" Quando un ragazzo dice così a una ragazza non è che la renda pazzamente felice. Se poi il ragazzo in questione è Gideon de Villiers, occhi verdi e capelli corvini, Gwendolyn Shepherd, la destinataria del messaggio, si sente precipitare decisamente negli abissi dell'infelicità. E sì, perché, nelle due settimane che le hanno sconvolto la vita, facendole quasi dimenticare di essere una normale studentessa di sedici anni di una normale scuola londinese, Gideon le era sembrato la sua unica ancora di salvezza. Solo da due settimane, infatti, Gwen ha scoperto di essere predestinata a viaggiare nel tempo per portare a termine una missione pericolosissima da cui dipende il destino dell'umanità intera. Una faccenda che, in realtà, non le interessa affatto, diversamente dalla cugina Charlotte, che era convinta di essere lei la predestinata e che era stata educata ad affrontare situazioni e persone di ogni tempo e ogni luogo. Solo per Gideon, il suo compagno di viaggi nel passato, Gwen ha trovato sopportabile l'essere sballottata da un secolo all'altro alla ricerca di un cronografo perduto, ma ora perché dovrebbe continuare a lasciarsi tiranneggiare dall'implacabile setta dei Guardiani? D'altra parte, è vero che a poco a poco sta scoprendo segreti insospettabili sulla propria famiglia che la riguardano molto da vicino...


La mia opinione

Ebbene sì, miei cari lettori, lo ammetto: l’attesa con cui ho quasi letteralmente aspettato Green sulla soglia del portone di casa è stata estenuante. Per non dire senza precedenti. In seguito alla lettura del rivelatore, coinvolgente e intrigante Blue (qui, la mia recensione), infatti, non sono passati che una manciata di secondi prima di decidermi a richiedere il suo sequel alla Casa Editrice Corbaccio, che, come sempre, non ha esitato a inviarlo, continuando sempre più a contraddistinguersi per serietà e garbo. Anche se, questo devo confessarlo, nonostante a causa del finale cliffhanger di Blue lo bramassi ardentemente, una parte di me respingeva Green. Una parte di me era a conoscenza del fatto che Green sarebbe stato uno di quei tanti episodi finali di saghe letterarie che sistematicamente si dimostrano capaci di lasciarmi un vuoto dentro, una volta terminati. Che Green sarebbe stato la conclusione di un’avventura ironica e spassosa, unica, che ha accompagnato la mia crescita di Blogger e lettore da più di quattro mesi a questa parte. Ovviamente esistono altre saghe letterarie a cui sono maggiormente legato in confronto a quella costituita da Red, Blue e Green, ma la maniera in cui la Trilogia delle Gemme - opera di punta di Kerstin Gier, autrice tedesca apprezzata ormai a livello mondiale - mi è entrata nel cuore in così poco tempo è di sicuro degna di nota. Dubito che dimenticherò facilmente Gwendolyn e tutti i suoi compagni, i salti temporali, le battute sagaci dei protagonisti, gli intrighi e i complotti familiari posti alla base della trama dell’intera saga. Inutile nasconderlo: la ricetta utilizzata da Kerstin Gier per modellare, forgiare, creare la Trilogia delle Gemme è stata di certo vincente. Ma adesso cominciamo pure ad entrare nel vivo di Green, abbandonando - anche se solo per il momento - le mie opinioni riguardo l’intero ciclo. Partiamo con una immersione nelle acque color smeraldo sfavillante di cui la trama di Green è costituita.

Cover US
Al termine di Blue avevamo abbandonato Gwendolyn, protagonista e voce narrante delle vicende, in una situazione a dir poco scomoda. Le ultime e sconcertanti pagine rivelatrici del volume intermedio della Trilogia delle Gemme ci avevano infatti lasciato con il fiato sospeso: in seguito alla sdolcinata, smielata e dannatamente zuccherata dichiarazione d’amore da parte di Gideon nei confronti di Gwen, la nostra dodicesima viaggiatrice era venuta a conoscenza del fatto che il suo amato l’aveva ingannata per tutto il tempo, aveva mentito. Non l’amava sul serio. Così Gwendolyn era scivolata in un momento-cliché, un momento già visto e rivisto, masticato e rimasticato, in cui il lettore si ritrova anche nelle prime pagine di Green, pagine in cui a parlargli è una Gwen disperata, nel bel mezzo di una classica situazione del tipo il-mio-ex-è-un-bastardo-lo-odio-chiamo-la-mia-migliore-amica-e-sparo-a-zero-su-di-lui-ma-in-fondo-lo-amo-lo-stesso. Per nostra fortuna, però, al contempo, contrastandosi parecchio a livello di qualità con la trama Young Adult di Green, la trama Urban Fantasy del volume riprenderà il suo corso, lasciando incuriosire sempre più il lettore. Pagina dopo pagina. Ricordiamo, a questo punto, il succo del plot paranormale della Trilogia delle Gemme: uno dei misteri più antichi dell’umanità riguarda i cosiddetti dodici viaggiatori nel tempo, dodici persone che, nel corso dei secoli, hanno dimostrato una certa capacità nel compiere trasmigrazioni nel passato. Con l’andare degli anni, tutto ciò, a partire da una figura-padre piuttosto contraddittoria, ovvero il conte di Saint Germain, è divenuto qualcosa di sistematico: in ogni generazione è presente un portatore del gene femminile e un portatore del gene maschile. Nei precedenti volumi, Red (qui, la mia recensione) e Blue, eravamo inoltre stati spettatori di una serie di intrighi e complotti che avevano dapprima messo in dubbio e in seguito rivalutato l’effettiva veridicità del fatto che Gwendolyn fosse la viaggiatrice numero dodici, il Rubino. Parallelamente a questo, poi, i viaggiatori della precedente generazione, Paul e Lucy, amanti, erano fuggiti, approfittando del proprio dono per rifugiarsi in epoche remote della storia. Il compito di Gwendolyn e Gideon, i viaggiatori dell’attuale generazione, era recuperare il sangue di tutti i loro predecessori, compresi Paul e Lucy, per riuscire a trovare la figura leggendaria della pietra filosofale, le cui capacità, prima di Green, erano ancora anonime. E dopo due volumi che lasciavano trasparire davvero poco del plot paranormale della Trilogia delle Gemme, finalmente Green racconta, nelle sue corpose e apprezzate quattrocentotrenta pagine, vicende riguardanti in quantità maggiore la questione dei viaggiatori e in quantità minore le vicende che caratterizzano la relazione tra Gwen e Gideon. Sarà proprio in Green, in effetti, che tutto verrà svelato. La fame di spiegazioni che il lettore accusa da ormai tre libri si dissolverà del tutto a conclusione del terzo e conclusivo volume. Ogni tessera del puzzle, tra colpi di scena allucinanti e rivelazioni impensabili, troverà il proprio posto. Quale sarà la conclusione della Trilogia delle Gemme?

Cover italiana di Red
Comincio col dire che, anche questa volta, Kerstin Gier non mi ha deluso; ma, a differenza di quanto è accaduto solo un paio di settimane fa con Blue - il quale mi rapì sin da subito -, Green ha faticato, per quel che mi concerne, a ingranare. In principio mi pareva, infatti, che le vicende raccontate dal tomo iniziassero fin troppo in sordina, cercando, analogamente a ciò che accadeva in Red e Blue, di continuare a celare al di là dello strato Young Adult del plot quello che è il reale pregio della Trilogia delle Gemme, ovvero la particolare trama Urban Fantasy che caratterizza l’intero ciclo. È soprattutto per questo, in effetti, che sono riuscito ad apprezzare in pieno Green, nonostante abbia un inizio titubante. Il fatto che, alla fine, il rapporto che lega Gwen a Gideon e Gideon a Gwen passi in secondo piano - un rapporto di certo simpatico, non lo metto in dubbio, ma, con il proseguire della lettura, fin troppo ripetitivo -, mi ha reso davvero entusiasta. A questo punto una parte di me si chiede: E se la trama Urban Fantasy fosse stata protagonista sin dal primo momento degli avvenimenti? La mia risposta è un semplice: Caspita, chissà cosa sarebbe potuto venire fuori!. Trovo che sarebbe bastato un piccolo accantonamento della natura adolescenziale di Gwendolyn, di tanto in tanto, per riuscire a rendere la Trilogia delle Gemme meno appartenente al filone letterario Young Adult e maggiormente a quello Urban Fantasy, e ciò, per me, l’avrebbe condotta di diritto nella lista dei miei tomi favoriti. Attenzione, con questo non voglio assolutamente fare intendere che la questione dei salti temporali sia sempre stata posta in secondo piano, anzi!, ma io avrei preferito che la suddetta questione fosse stata messa in un numero maggiore di occasioni in primo piano. Spero d’esser riuscito a spiegarmi.

Cover italiana di Blue
Inutile dire, però, che questo è il solo e unico difetto che posso attribuire all’intera Trilogia delle Gemme. Chi ha letto e seguito le scorse recensioni sa quanto io abbia apprezzato questo ciclo, quanti pregi vi abbia ritrovato e quanta stima riponga, adesso, nelle opere firmate Kerstin Gier. Con una prosa sagace e brillante, a volte persino pungente, la Gier sa sempre come prendermi. Sa come lasciarmi rapire dalle proprie fatiche e sa come farmele apprezzare. È successo in modo discreto con Red, in maniera superiore con Blue e con Green, e sufficientemente con In verità è meglio mentire (qui, la mia recensione). Di certo non qualcosa da poco. A questo punto credo che tutti noi ci chiediamo quando avverrà una prossima pubblicazione di Kerstin Gier. Io sono davvero curioso di  deliziarmi con ulteriori romanzi nati dalla penna di questa promettente autrice. Magari, se proprio ci va bene, sempre appartenenti al genere letterario Urban Fantasy. La sua idea per la Trilogia delle Gemme è stata a dir poco geniale, fresca, innovativa, impattante. Spero proprio che la Gier ci riservi qualcosa d’altrettanto sorprendente per il futuro.

Per concludere, ovviamente consiglio Green agli amanti del genere, a chi ha amato i primi due ma anche a chi non li ha apprezzati - però, in tutta sincerità, parlando di Blue, dubito che qualcuno non l’abbia apprezzato -: le rivelazioni presenti in Green meritano d’esser assaporate. Ed è in questo modo che saluto la Trilogia delle Gemme, un ciclo di romanzi che mi ha appassionato e intrigato, che mi ha fatto sorridere e a volte persino crepare dal ridere, che mi ha commosso e divertito, che mi ha trasmesso emozioni positive e negative, che mi ha lasciato usufruire del cronografo assieme a Gwendolyn facendomi divenire il tredicesimo viaggiatore, che mi ha rapito e fatto suo, che mi è entrata nel cuore assieme a tutti i suoi protagonisti.


Kerstin Gier
  Trilogia delle Gemme
    1. Red, 2011 (Rubinrot. Liebe geht durch alle Zeiten, 2009) qui, la mia recensione
    2. Blue, 2011 (Saphirblau. Liebe geht durch alle Zeiten, 2010) qui, la mia recensione
    3. Green, 2012 (Smaragdgrün. Liebe geht durch alle Zeiten, 2010)


Consigliato.


Voto:  4 +


Kerstin Gier

Kerstin Gier è nata nel 1966 e vive con il marito, il figlio e il gatto vicino a Bergisch Gladbach, in Westfalia. Alla sua attività di insegnante ha affiancato dal 1995 quella di scrittrice. I suoi primi romanzi sono rimasti per mesi in vetta alle classifiche tedesche dei libri più venduti, ma è con la trilogia di Red, di cui Blue è il secondo volume, che Kerstin Gier ha raggiunto il successo mondiale. Un successo da 800.000 copie e diritti venduti in 15 Paesi.

24 commenti:

  1. Allora che ne pensi dell'Epilogo? :)

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    1. Un po' troppo happy ending, sinceramente. Però, dai, va bene :)

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    2. No, io intendo proprio l'ultima parte, con Lucy e Paul! :)

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    3. M'intrometto... ma sapete che a ragionarci bene a me quel finale non mi è sembrato così happy. Non so...più che un dono, una dannazione. Non dico altro per non fare spoiler!
      Bella recensione, la Gier è stata una bella scoperta!

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    4. Grazie mille per i complimenti, Silvia *w* Per quanto riguarda il finale, in effetti, adesso che ci penso bene è piuttosto agrodolce... Se immaginiamo *chiunque non abbia letto Green non vada oltre XD* il fatto che Gwen e Gideon perderanno tutti i loro cari, quei personaggi che hanno reso le loro avventure tanto avvincenti, non è poi tanto happy come sembra. Elfolletto, guarda, la questione del figlio è assurda, però l'accetto. Mamma mia, sono fin troppo buono con i finali, vero?

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    5. Concordo sul retrogusto amaro del finale. E quella "scoperta" a me è piaciuta molto, perchè non me la sarei mai aspettata! E' una delle due "rivelazioni" (scoiattolo) che più mi hanno colpito e che hanno dato una marcia in più, secondo me. :)

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    6. Bella recensione :D
      Concordo con voi sul finale... essere immortali beh come ormai abbiamo capito tutti ha i suoi pregi ma c'ha anche i suoi difetti!
      La scoperta dello scoiattolo bellissima XD

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    7. Grazie mille per i complimenti, Deni :)

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  2. Che meravigliosa recensione, J. Devo recuperare al più presto Blue e Green :D

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    1. Gentilissima! *w* Assolutamente, Ronnie. Devi ^^

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  3. bella recensione! è la mia prossima lettura!

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    1. Grazie mille, Saya :D Fammi sapere cosa ne pensi ^^

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    1. Scusami! Per aver "strapazzato" il tuo nome Jeanclaude, è stato davvero un incidente. Stavo facendo delle prove per capire come funzionava la pubblicazione dei commenti con l'account Google+ quando ho schiacciato "prosegui" e il mio saluto è stato pubblicato. Pensavo ci fossero altri passaggi di conferma e invece non è stato così. Tra l'altro volevo scrivere un commento più lungo, sarà per la prossima volta. A presto Jeanclaude!

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    2. Tranquilla, Deborah, tutti mi chiamano Jean ^^ Non vedo l'ora di leggere un tuo commento "lungo" :)

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    3. Beh Jeanclaude, mi dispiace deluderti, ma tu hai già letto un mio commento lungo. Anzi, ne hai letti di lunghi, medi e corti… di tutti i tipi insomma. Sembra che io debba scusarmi ancora con te, visto che oggi avevo una gran fretta e mi sono dimenticata di dirti che in un certo senso noi ci conosciamo già. Dopo la tua ultima risposta, così piena di garbo, ho pensato che continuare a mantenere l’anonimato, non fosse stato educato nei tuoi confronti, perciò ho deciso di uscire dall’ombra. Comunque, pur non sapendo nemmeno il mio nome, ti sei comportato sempre in modo impeccabile e questo, non lo dimenticherò, parola di:
      Un’appassionata lettrice di fantasy

      P.S. Ora vado a leggere la nuova recensione.

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    4. Oh!! Che bello! :) Quindi adesso posso riferirmi a te come Deborah ^^ Non vedo l'ora di sapere cosa pensi della nuova recensione, allora, Deborah cara :D

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  5. Ottima recensione, come sempre :)
    Io ho adorato questa serie, in futuro spero di leggere nuovi progetti di Kerstin Gier! Sono ottimista quindi sono convinta che non ci farà attendere molto!

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    1. Che gentile, Anna ^^ Vero, secondo me non dovremo attendere parecchio prima di poter stringere fra le mani una nuova fatica della Gier :D

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  7. È stata una saga che mi ha rapito è davvero fantastica.
    Come la maggior parte delle saghe è difficile secondo me capacitarsi che è finita la storia e niente più gwendolyn o gideon...
    Ottima recensione comunque davvero completa e mi trovi assolutamente d'accordo :)

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    1. Sono Alessandro io comunque scusate il nome unknown non mi sono accorto di non aver fatto l'accesso con Google ;)

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